lug 02 2009

Dopo 13 giorni di silenzio ha deciso di parlare l’ex vice sindaco

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 10:51

pupoSe ne è stato in silenzio per tredici giorni. Nessun commento, nessuna considerazione dopo essersi trovato fra le mani il provvedimento di revoca della nomina da assessore comunale firmato proprio da colei che per due anni è stato il suo sindaco. L’ex vice primo cittadino, Peppuccio Catania, ha deciso di parlare domenica sera dal palchetto di piazza dell’Olmo dopo che, qualche minuto prima, il capo dell’amministrazione comunale, Domenica Di Baudo, ha ribadito i motivi (già riferiti in consiglio comunale) di quella che ha definito una «sofferta decisione». Lei, il sindaco, guarda già avanti e, dopo aver letto il lungo elenco delle opere già realizzate, ha chiesto ai cittadini «di essere giudicata fra tre anni, quando il mio mandato si concluderà». Ha usato, invece, toni rammaricati Peppuccio Catania. «Non mi sono subito dimesso – ha detto – perchè ho cercato di salvare il salvabile del progetto politico a cui ho lavorato con altri amici per oltre cinque anni. Mi sono contrapposto alle miopi e poco lungimiranti scelte politiche del sindaco. Io non ho abbandonato la nave, semmai mi avete costretto voi a farlo». E punta il dito contro l’attuale opposizione consiliare. «Quello che hanno scardinato il nostro “Progetto comune per Valledolmo” sono stati i consiglieri di Patto Sociale – ha dichiarato Catania -, gli stessi che la sera del 14 giugno sono venuti a darvi solidarietà pochi minuti dopo il nostro comizio. Gli stessi a cui avete chiesto i voti per eleggere il nuovo presidente dell’assemblea consiliare». Il confronto politico sul doppio «licenziamento» sembra per il momento essersi chiusa. Ora il paese attende di conoscere i nomi dei due nuovi assessori. Secondo attendibili fonti istituzionali sarebbe ormai questione di ore e il sindaco renderà noto le loro identità. Pare che una delle condizioni essenziali posta dal primo cittadino sia quella che i nuovi componenti della giunta non siano politici. 

                                                                                                                                         Antonello Zimbardo (dal gds del 30/06/2009)

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giu 27 2009

25° anniversario di sacerdozio di Padre Cosimo

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 23:02

chiesa puritàCompie 25 anni di sacerdozio monsignor Cosimo Leone, valledolmese ed ex parroco del paese. La lieta ricorrenza sarà celebrata martedì alle 18 nella chiesa di Maria Santissima della Purità con una solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento presieduta dal vescovo di Cefalù, monsignor Francesco Sgalambro. Don Cosimo Leone è stato ordinato sacerdote della Chiesa cefaludense il 30 giugno 1984.

Antonello Zimbardo (dal gds del 28-6-2009)

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giu 21 2009

La quiete dopo la tempesta?

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 15:27

quiete e tempesta La crisi amministrativa è caduta nel silenzio più assoluto. Dopo le dichiarazioni rese dal sindaco Domenica Di Baudo durante l’accesa seduta del consiglio comunale di martedì notte, il paese attende nuovi risvolti. Il vice sindaco «licenziato» continua a non commentare e dalla stanze del governo non trapela nulla. L’opposizione consiliare, dal canto suo, sta a guardare. L’unico commento è stato quello rilasciato durante i lavori d’aula. «Il suo progetto e quello della maggioranza è fallito, il suo sogno è svanito nel nulla – ha detto il capo gruppo di “Patto sociale”, Salvatore Parlato, rivolgendosi al primo cittadino -. Dopo il primo anno di “luna di miele” durante il quale avete avuto modo di gestire il tesoretto di 260 mila euro lasciatovi in eredità, ora i nodi sono venuti al pettine». Rimane a guardare anche il gruppo degli «indipendenti», mentre il consigliere Antonello Di Vita prende le distanze da tutte le «anime» del consesso. «Non appartengo più alla maggioranza – ha detto –. Non mi riconosco più in quella compagine che ha vinto le amministrative del 2007. Svolgerò il mio ruolo in maniera autonoma». E mentre la maggioranza «sfaldata» prova a raccogliere i cocci, tutti attendono la prova di forza: l’approvazione del bilancio previsionale 2009. Sono in molti, infatti, a credere che solo dopo il varo dello strumento finanziario, si conosceranno i nomi dei nuovi assessori che ricompatteranno la giunta.

Antonello Zimbardo (dal gds del 20/06/2009)

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giu 17 2009

Bufera politico-amministrativa in paese

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 15:30

imagesBufera politico-amministrativa in paese. Dopo la revoca dell’ ex assessore Enza Pisa, il sindaco Domenica Di Baudo “licenzia” anche il vice sindaco Peppuccio Catania a cui erano state affidate deleghe alla Protezione civile, Politiche giovanili, Sport, turismo e spettacolo, Beni culturali, Edilizia popolare e sovvenzionata, Rapporti con il consiglio comunale e con gli enti esterni.

Nel giro di una settimana, quindi, l’esecutivo perde due componenti.
Il provvedimento di revoca della nomina è stato notificato ieri mattina all’interessato “che – scrive il sindaco – ha assunto nei rapporti personali con la sottoscritta forti e gravi posizioni di contrapposizione, culminate nel pubblico comizio tenuto dallo stesso domenica sera”. All’ex vice sindaco, il capo dell’amministrazione contesta anche “i volantinaggi contenenti pubbliche dichiarazioni di non condivisione delle posizioni del sindaco e compromesso l’armonico svolgimento dei lavori di giunta. Tutto ciò – si legge nella missiva – ha fatto venir meno il presupposto fondamentale del rapporto di fiducia che aveva ispirato ed era sotteso alla nomina di assessore e vice sindaco”. Dall’interessato non è arrivata alcuna replica e la polemica è aperta.

La conferma lunedì sera durante i lavori d’ aula, quando il numero uno dell’esecutivo ha fornito all’assise le motivazioni che l’hanno indotto a radiare dalla giunta l’assessore Pisa. “E’ con sofferenza – ha detto Domenica Di Baudo nel suo intervento – che ho dovuto compiere questo atto necessario e doveroso. Ma quel che più mi ha profondamente leso è stata la concreta espressione di sfiducia dell’assessore Pisa nei miei confronti che ha spesso sottolineato la macchinazione sottesa alla mia decisione di sminuire il vice sindaco”. Atteggiamenti che il primo cittadino ha definito di “perversità e maleducazione politica sfociati in palesi esternazioni di disistima” . “Non si può in un gruppo che lavora insieme avere sempre sospetti – ha sottolineato Di Baudo -. Credo fortemente nel progetto per il quale gli elettori mi hanno e ci hanno votato. Per questo devo andare avanti, seppur consapevole di non vantare più in consiglio comunale la maggioranza”. Secondo il sindaco “ci sono molti problemi da risolvere, ma si è perso troppo tempo in discussioni sterili”. E rivolgendosi al consesso ha detto: “So di avere da parte vostra un sostegno dialogato. Siete persone responsabili che sanno quel che è più giusto”. E a chi l’ha accusata di aver fatto “inciuci” e di aver contratto il virus dell’ apparato partitocratrico, il primo cittadino ha risposto: “Non sono scesa a patti con nessuno e non ho orticelli da curare”.

Antonello Zimbardo (dal gds del 17/06/2009)

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giu 17 2009

Valledolmo, esplode la crisi comunale

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 15:23

logo valledolmo

E’ crisi amministrativa profonda al Comune dopo la revoca da parte del sindaco Domenica Di Baudo della nomina di assessore a Enza Pisa a cui in precedenza erano state affidate le competenze alle politiche socio-sanitarie, famiglia, pari opportunità e rapporti col volontariato. Il provvedimento apre ufficialmente una voragine in seno al quadro di governo voluto dagli elettori nel maggio 2007.  Nel testo notificato all’ex componente della giunta Pisa, il primo cittadino parla di «alcune iniziative quali alcuni volantinaggi contenenti pubbliche dichiarazioni di non condivisione delle posizioni del sindaco, in concomitanza con la formazione di un autonomo e indipendente gruppo consiliare formato dai consiglieri Piera Caccamisi, Pina Immordino, Calogero Fantauzzo e Luigi Favari, scissosi dalla maggioranza che sostiene l’attuale amministrazione comunale. E ciò – si legge – , ha compromesso l’armonico svolgimento dei lavori della giunta». Il clou di una «crisi annunciata» domenica sera quando in pubblica piazza durante una «comunicazione alla cittadinanza» l’assessore estromessa si è dichiarata più volte «profondamente delusa ed amareggiata per i due anni di amministrazione trascorsi in maniera infruttuosi – ha detto -. Abbiamo assistito all’incapacità politica del sindaco di mettere fine a dinamiche egoistiche e improduttive per il bene del paese che sono tutte interne al suo partito e nelle speranze ambiziose dei suoi più stretti alleati».  Anche il vice sindaco Peppuccio Catania ha esternato la sua presa di distanza dal capo dell’amministrazione al quale ha dettato il suo ultimatum: «Ormai restano solo tre strade da percorrere – ha detto Catania – Riazzerare la giunta, revocare anche a me la nomina oppure un suo atto di lealtà intellettuale e politica: dimettersi». E pensare che proprio due anni fa dall’alto di quel palco gli interessati erano saliti per festeggiare un’elezione che doveva rappresentare una svolta radicale nel modo di fare politica a Valledolmo. Domenica sera, invece, a puntare il dito contro il sindaco erano quattro consiglieri dell’ex maggioranza, un’ex assessore e l’ancora attuale vice sindaco. Accuse pesanti come quelle di immobilismo e di accentrismo. «E’ mancata la condivisione e la compartecipazione alle scelte politiche – ha detto il vice presidente del consiglio comunale, Luigi Favari -. Tutto ci è arrivato pronto sul piatto e guai a chiedere lumi e delucidazioni». Le considerazioni del sindaco erano attese nella tarda serata di ieri durante il consiglio comunale convocato in seduta straordinaria ed urgente. In molti, non escludono ulteriori colpi di scena.

Antonello Zimbardo (dal gds del 16/06/2009)

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giu 12 2009

Fin che la barca va lasciala andare

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:guglielmo @ 9:42

 

quadro-mare-barca-pescatori

 Il sindaco Domenica Di Baudo ha revocato l’incarico all’assessore Enza Pisa. Esplode ufficialmente una vera e propria crisi amministrativa. Dopo appena due anni la maggioranza, che ha vinto le ultime elezioni comunali, è andata letteralmente in frantumi. Prima una serie di mugugni sottovoce, poi la tragica e prematura scomparsa del Presidente Sebastiano Battaglia. Tre mesi di silenzio, quindi un violento braccio di ferro per la scelta del nuovo capo dell’assise consiliare. Da una parte: il sindaco, tre suoi assessori e quattro consiglieri comunali convinti che l’unico nome degno di fiducia fosse quello del consigliere Lino Alessi. Dall’altra: il vice sindaco, l’assessore Pisa e altri quattro consiglieri che sostenevano il volto nuovo della politica valledolmese Luigi Favari o almeno un terzo nome che garantisse maggiore equilibrio in seno alla maggioranza, tesi, quest’ultima, fortemente sostenuta dall’unico consigliere non allineato Antonello Di Vita. Alla fine, come sappiamo, l’ha spuntata, già alla prima votazione, il consigliere Alessi grazie al sostegno determinante dell’intero gruppo di opposizione. Come era ampiamente prevedibile i quattro consiglieri pro Favari, sentendosi traditi e beffati,  hanno lasciato il gruppo di maggioranza. I due assessori sono rimasti in giunta in una condizione di grande imbarazzo.

Nelle ultime settimane, vista la totale paralisi della macchina amministrativa e la drammatica non approvazione del Bilancio, si era avviato un tentativo di rilancio con la costruzione di un nuovo dialogo tra le parti. Il gruppo dei “delusi” aveva chiesto pari dignità in seno alla giunta e maggiore coinvolgimento dei consiglieri comunali, quindi condivisione delle scelte a partire dalla ripartizione delle deleghe. Non l’azzeramento, che tanto va di moda, ma una seria riorganizzazione. La risposta, evidentemente, non è andata nella direzione auspicata. La revoca dell’assessore Enza Pisa apre nuovi scenari, non rasserena certo gli animi e contribuisce pesantemente ad allargare le maglie di una maggioranza sempre più in alto mare.

 

 

 

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mag 22 2009

Orgogliosi di essere siciliani!

Categorie: Notizie dal mondo, Pensieri Personali, Valledolmo - Tag:guglielmo @ 16:34

giovanni-falconeSono passati 17 lunghi anni da quella giornata terribile per la Sicilia e per la democrazia italiana, sono state scritte migliaia di pagine, emanate decine di sentenze, effettuati centinaia di arresti. Eppure si ha la sensazione che il  percorso di risanamento sia ancora lontano dal compiersi. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino erano consapevoli che la sconfitta della mafia sarebbe dovuta passare necessariamente da una evoluzione culturale della società siciliana. Solo migliorandone la classe dirigente, solo diffondendo il principio di legalità tra i cittadini si sarebbe potuto estirpare il cancro mafioso. Lo Stato in questi anni ha riportato numerosi successi militari sulle cosche, seguendo un’intuizione di Falcone, ha confiscato un gran numero di beni della criminalità organizzata, indebolendola militarmente e soprattutto finanziariamente. Ma l’impressione è che ancora questo non basti. Nel luglio scorso, intervenendo a Valledolmo per l’accensione della fiaccola in onore di Paolo Borsellino, il capitano Giuseppe Iacoviello, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Lercara Friddi, ha usato parole molto belle per sottolineare come prima ancora del pur necessario intervento delle forze dell’ordine, il fenomeno mafia debba essere estirpato innanzitutto dal comportamento quotidiano di ogni cittadino. La cultura mafiosa si nasconde dietro una mentalità sociale volta ad un individualismo egoista e cieco, alla quale corrisponde una politica, quindi un’etica pubblica, diffusamente clientelare. Mi scuso per non aver riportato fedelmente le sue parole, ma il concetto, nonostante sia passato un po’ di tempo da allora, rimane comunque estremamente importante: La lotta alla mafia è in primo luogo una battaglia per il miglioramento della società nella quale viviamo.

Per ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro ho voluto riportare alcuni pensieri del grande magistrato, affinché possano farci riflettere, affinché il loro sacrificio non sia stato vano.

 

“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana”

 

“Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola.”

 

“Bisogna però rendersi conto che [la mafia] è un fenomeno terribilmente serio e grave, e che va combattuto non pretendendo l’eroismo di inermi cittadini, ma coinvolgendo nella lotta le forze migliori delle istituzioni.”

 

“Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché è in ciò che sta l’essenza della dignità umana.”

 

“Perché una società vada bene, si muova nel progresso, nell’esaltazione dei valori della famiglia, dello spirito, del bene, dell’amicizia, perché prosperi senza contrasti tra i vari consociati, per avviarsi serena nel cammino verso un domani migliore, basta che ognuno faccia il suo dovere.”

 

“La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine.”

 

“Per vent’anni l’Italia è stata governata da un regime fascista in cui ogni dialettica democratica era stata abolita. E successivamente un unico partito, la Democrazia cristiana, ha monopolizzato, soprattutto in Sicilia, il potere, sia pure affiancato da alleati occasionali, fin dal giorno della Liberazione. Dal canto suo, l’opposizione, anche nella lotta alla mafia, non si è sempre dimostrata all’altezza del suo compito, confondendo la lotta politica contro la Democrazia cristiana con le vicende giudiziarie nei confronti degli affiliati a Cosa Nostra, o nutrendosi di pregiudizi: “Contro la mafia non si può far niente fino a quando al potere ci sarà questo governo con questi uomini”.”

 

“Possiamo sempre fare qualcosa: massima che andrebbe scolpita sullo scranno di ogni magistrato e di ogni poliziotto.”

 

“Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della mafia, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.”

 

“Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere.”

 

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mag 16 2009

I tempi della politica e l’agricoltura

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:valledolmo.org @ 12:00

 codifas2 Comunicato stampa

L’assemblea dei Produttori Agricoli del 10 maggio 2009, svoltasi a Valledolmo (PA), promossa dal Consorzio di Difesa dell’Agricoltura Siciliana con la presenza del Consorzio dei Produttori Agricoli di Raddusa, il Comitato Aziende messe in crisi dal sistema bancario di Vittoria, l’Altra Agricoltura di Marsala e Nuova Tutela, ha approvato all’unanimità il seguente documento: gli agricoltori pur riconoscendo la validità di alcune recenti iniziative intraprese dal Governo Regionale (controllo delle derrate alimentari nei porti, alcuni articoli della legge finanziaria che agevolano gli agricoltori in tema di credito agrario e passività aziendali) ritengono che i tempi della Politica non sono compatibili con l’emergenza in cui versa l’agricoltura Siciliana.

L’ampia discussione delle problematiche sulla piattaforma proposta dal Codifas, già supportata da delibere di adesione delle Province di Caltanissetta, Enna e numerosi Comuni dell’entroterra Siciliano, ha determinato la volontà nell’assemblea di mobilitare il mondo agricolo con azioni forti sino all’eventuale astensione dal voto.

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