lug 15 2009
“L’acqua non andrà ai privati”
No alla privatizzazione dell’acqua: il no degli amministratori locali è compatto e attraversa tutti gli schieramenti. Anche i gruppi parlamentari all’Ars condividono la linea dei sindaci. A questi risultati è approdato l’incontro a palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea siciliana, del coordinamento degli enti locali per “l’acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico”. Un centinaio di amministratori locali hanno partecipato all’incontro con il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, e con i presidenti dei gruppi parlamentari. A loro sono stati illustrati i punti principali del disegno di legge, di iniziativa dei consigli comunali, sulla regolamentazione della gestione pubblica delle risorse idriche in Sicilia. Le attuali gestioni del servizio idrico affidate ai privati hanno provocato un fortissimo rincaro delle tariffe e disservizi nell’erogazione. Il disegno di legge proposto dal coordinamento rivede le modalità di gestione con il ritorno alla gestione pubblica e partecipata dell’acqua. I comuni che hanno aderito all’iniziativa hanno già inserito nei propri statuti il principio dell’acqua come bene comune e definito il servizio idrico come privo di rilevanza economica. Questa posizione è stata condivisa da tutti i capigruppo che hanno parlato della necessità di una seria riflessione sulla gestione del servizio. “Il modello di privatizzazione delle risorse idriche è stato largamente contrastato – ha ricordato il presidente del gruppo parlamentare Pd, Antonello Cracolici – e la politica non può girarsi dall’altra parte, ma è obbligata ad affrontare l’argomento, con un approfondito dibattito parlamentare per trovare soluzioni”. Gli altri capigruppo hanno espresso una visione identica del problema. “Gli Ato – ha detto il capogruppo dell’Udc, Raimondo Maira – sono stati un fallimento la rivalutazione del pubblico in una materia di interesse generale, qual è l’acqua, è assolutamente indispensabile”. Un parallelo tra la disastrosa esperienza degli Ato rifiuti e quella degli Ato idrici è stato fatto dal capogruppo del Mpa, Lino Leanza. Solo il capogruppo del Pdl, Innocenzo Leontini, ha espresso una posizione diversa. “Una legge sulla gestione idrica – ha detto – deve puntare a ridurre la frammentazione dei soggetti che gestiscono le risorse”. Ma su un punto fondamentale alla fine sono stati tutti d’accordo. I gruppi parlamentari hanno concordato di affrontare il tema nel più breve tempo possibile. E anche il presidente Cascio ha sottoscritto l’impegno: “Sono assolutamente convinto dell’importanza del servizio idrico che come tale non può essere affidato ai privati come invece si potrebbe fare per altri settori”.
07.07.2009 Fausto Nicastro
fonte LAVOCEWEB.com


