Lug 18 2008

19 luglio 1992

Categorie: Eventi da Valledolmo, Notizie dal mondo, Pensieri Personali, Valledolmo - Tag:guglielmo @ 17:02

Paolo Borsellino, magistrato, 62 anni, padre di tre figli

Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie

Emanuela Loi, 24 anni, la prima donna poliziotto entrata a far parte di una squadra di agenti addetta alla protezione di obiettivi a rischio.

Vincenzo Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo

Walter Eddie Cusina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica

Claudio Traina, 26 anni. Arruolato in Polizia giovanissimo, dopo essere stato a Milano e Alessandria, aveva ottenuto da poco il trasferimento nella sua città: Palermo.

Il 19 luglio 1992 in via d’Amelio a Palermo ad appena 57 giorni dalla strage di Capaci nella quale persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e tre uomini della scorta, la mafia portava a compimento il disegno di vendetta criminale contro gli uomini che fin dagli anni ottanta erano entrati nei suoi meccanismi più inconfessabili scavando nei suoi rapporti perversi con la politica e con il mondo imprenditoriale. Chinnici, Montana, Cassarà, Falcone, Borsellino e i tanti, troppi carabinieri e poliziotti morti combattendo il cancro mafioso.

« L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest’uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »

(Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)

In occasione del Raduno del Volontariato Estivo di Valledolmo, la memoria dei siciliani onesti sarà onorata in diversi momenti. In particolare Venerdì sera alle 22,00 alla presenza delle Autorità civili e militari in Piazza Madrice sarà accesa una fiaccola commemorativa. Sabato sempre alle 22,00 si terrà presso il Baglio Castellana la rappresentazione teatrale “La mafia è una montagna di merda” a cura di Giuseppe Sangiorgi dedicata a Peppino Impastato.