Pomeriggio tra cultura, ricordi e commozione al Museo dell’Opera dei Pupi Siciliani di Caltavuturo.
Alla presenza dell’attrice Lucia Sardo, interprete del ruolo di Felicia Bartolotta nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana, si è svolta la presentazione del libro “Felicia. Tributo alla madre di Peppino Impastato”.
La manifestazione è stata aperta dall’attrice catanese con alcuni passi tratti dal suo ultimo spettacolo “La Madre dei ragazzi. La vita e la lotta di Felicia Impastato”. L’arte e la passione dell’artista, accompagnata dalla voce e dalle immagini della vera Felicia, hanno condotto il pubblico presente per tutto il lungo e travagliato percorso umano e interiore che la grande madre ha dovuto sopportare dal momento della morte del figlio Peppino fino alla sofferta condanna dei suoi assassini.
La notizia della morte, le prime ipotesi di suicidio terroristico, i funerali con migliaia di giovani compagni provenienti da tutta Italia e poi i tanti anni di processo per arrivare alla tanto attesa condanna di don Tano Badalamenti. Ma Lucia-Felicia ha raccontato anche della difficilissima convivenza tra il figlio comunista e il padre uomo di mafia, i tanti momenti di contrasto. L’immagine di questa madre in lotta per la giustizia ha toccato profondamente e indotto a riflessione gli attenti spettatori.
Dopo l’intervento di apertura della Sardo, in un’atmosfera di grande partecipazione, Mary Albanese ha avuto l’onore e l’onere di presentare il libro del quale è coautrice. “Felicia. Tributo alla madre di Peppino Impastato” nasce, infatti, attorno ad un’intervista di Mary alla coraggiosa e saggia amica, che l’autrice preferisce descrivere come dialogo tra donne, registrata nel 2002 e presentata ad Alimena nel corso del Raduno Madonita Antimafia nell’Agosto dello stesso anno e a Cinisi durante il Forum Sociale Antimafia nel 2003.
Edita da Ottavio Navarra, presente all’iniziativa, la pubblicazione è arricchita da una poesia di Salvo Vitale e dai numerosissimi messaggi di cordoglio inviati in occasione dei funerali della Bartolotta, tra gli altri quello del Capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi.
Al dibattito sono intervenuti l’On. Domenico Giannopolo Sindaco di Caltavuturo e Angelo Sicilia Presidente dell’Associazione Culturale Marionettistica Popolare Siciliana.
Quest’ultimo, in particolare, ha raccontato un episodio del quale è stato diretto testimone che rende l’idea di ciò che Felicia ha dovuto combattere in vita per amore del figlio e della Giustizia. La notte del 14 agosto, mentre tutti i giovani sono in spiaggia a festeggiare e ballare attorno ai falò, per le strade di Cinisi si snoda la Processione dedicata alla Madonna. In uno degli ultimissimi ferragosto di vita di Felicia, Angelo Sicilia si trova con lei ad assistere al passaggio del simulacro della Vergine, un corteo lunghissimo, pieno di devoti e cristiani praticanti. Anche lei, è donna religiosissima, sente la processione come gli altri cinisari e per questo decide di affacciarsi dalla finestra della sua casa, la “casa della memoria”. Ma un piccolo particolare gela il sangue nelle vene di Angelo e anche il nostro, quando abbiamo sentito il suo racconto, dietro Maria ci sono centinaia di persone e nessuna di queste rivolge lo sguardo verso Felicia, nessuno, nemmeno casualmente. Siamo nel 2003, don Tano è stato già condannato, Peppino è un simbolo nazionale, ma a Cinisi la paura della mafia è ancora preponderante. Una donna sola, Felicia, ha vinto la sua battaglia, ma molti siciliani continuano a vivere con la testa sottoterra.
In un clima di grande emozione, subito dopo la presentazione del libro, è stata posta nella sala Blu del Museo, tra i cosiddetti Pupi Antimafia anche la Marionetta raffigurante Mamma Felicia accanto a quella, già presente, di Peppino.
Proprio la sala dei Pupi Antimafia, come ha tenuto a precisare la giovane Direttrice del Museo Mary Albanese, rappresenta il fiore all’occhiello della nuova struttura sorta nel maggio del 2008 nel comune madonita.
Il Museo che nasce dalla collezione privata di Angelo Sicilia e si pone come avamposto dell’antimafia sul territorio, nei prossimi mesi continuerà con le sue attività culturali. Ai Pupi di Felicia e Peppino si uniranno quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Alla prima madrina Lucia Sardo seguiranno altre personalità che adotteranno come lei questo luogo, che si pone ormai come simbolo di chi ancora crede che il progresso di una civiltà passi inevitabilmente dal ricordo dei propri eroi e dalla conservazione delle proprie tradizioni.
Guglielmo Lombino