mag 06 2009
E finì la Fera!
Si è conclusa la XI edizione delle Giornate dell’Agricoltura. Quella che per tutti i valledolmesi è: “La Fera di lu primu di maiu”. Un evento per il nostro Comune. Un eden di sapori, gusti, odori fragranze e colori! Un luogo nel quale ci si incontra, si conosce o si viene a sapere. Una piazza reale come quelle di una volta. Quasi duecento espositori hanno pubblicizzato i loro prodotti, qualche migliaio di visitatori ha attraversato le nostre strade, ammirato il superbo Stagnone o calpestato la moquette verde della nostra palestra. In tanti, compreso il sottoscritto, hanno degustato i salumi dei Nebrodi o delle Madonie, assaporato pecorini e caciocavalli, addolcito il palato con i cannoli della Pasticceria Fina o con un gelato al pistacchio di Bronte. Molti hanno bevuto un buon bicchiere di vino della Castellucci Miano o sorseggiato un piacevole caffé della Rica Caffé di Carmelo Vallone. Tanti come altrettanti sono stati coloro che sono venuti a Valledolmo per conoscere le nuove tecnologie agromeccaniche. I più importanti concessionari di Sicilia hanno fatto a gara, come sempre, per portare, in una terra che continua a vivere di agricoltura, le migliori tecnologie presenti al momento sul mercato. Il Challenger MT845B da 420 cavalli o il Fendt 936 da 360 cavalli sono i due trattori più potenti e tecnologicamente avanzati presenti oggi in Sicilia, una novità assoluta è rappresentata invece dalla Mietitrebbiatrice 5660 Deutz Fahr o dagli escavatori della Black Track. Trattori da frutteto, rimorchi con portata eccezionale, attrezzi agricoli di tutte le taglie. Insomma questa continua ad essere la più grande e ambita esposizione di mezzi agricoli della Sicilia occidentale.
Girovagando per la Fiera abbiamo scoperto la passione di Luigi Chimera per i Quadri realizzati con il “mezzo punto” e quella di Nino Puccia per il restauro, abbiamo apprezzato le novità presenti nello stand della Alessi Arredamenti, magari abbiamo assistito ai seminari della Codifas inerenti la crisi del mondo cerealicolo e zootecnico siciliano. Qualcuno avrà anche ammirato gli animali presenti a sud del padiglione principale.
Tutto questo ha prodotto movimento, aria di festa ma anche mercato, nuovi contatti o semplicemente stimoli per migliorare la propria condizione aziendale o professionale. La maggior parte di noi, ha scoperto che finalmente è nato un Consorzio che ha come obiettivo la promozione delle aziende che ne fanno parte e del Comune che le ospita. Il Consorzio Produttivo di Valledolmo raccoglie: la Pasta “Valledoro”, la Carne “Fattorie Siciliane”, il Pomodoro Siccagno “Rinascita”, il Vino “Castellucci Miano”, il Formaggio “San Giovanni”, l’Olio “Kassaro”, le Ceramiche “Zammito” e l’Agriturismo “Celso”. Otto ditte per otto prodotti tipici. Tutte eccellenze valledolmesi!
Per dire la verità, questa fiera in certi momenti mi è sembrata meno valledolmese delle altre. Non è passata inosservata, infatti, l’assenza di una parte importante della nostra comunità. Troppo rumorosa questa mancanza. Non conosco le motivazioni che hanno indotto gli artigiani valledolmesi a sottrarsi a questa importante vetrina, la loro scelta è stata in ogni caso una grave ombra, una piccola sconfitta per gli organizzatori, per gli artigiani stessi e per tutta Valledolmo. Spero volesse essere solo una forte provocazione, un modo per fare sentire la propria voce e la propria importanza in una società piccola come la nostra. Se questo è stato, hanno raggiunto il loro obiettivo.
Sicuramente non sono passati inosservati i volontari della Protezione civile locale. In questi quattro giorni sono stati i custodi, mattina, pomeriggio e notte, del piccolo gioiello espositivo. Hanno curato le degustazioni di prodotti tipici locali. Piccolo appunto: Valledolmo continua ad essere l’unico luogo al mondo dove le degustazioni e le Sagre sono a titolo totalmente gratuito, sarebbe cosa opportuna che gli amministratori e i confrati si assumessero in futuro la responsabilità di imporre un ticket simbolico, se non altro per migliorare i servizi e rimpinguare le scarse fonti di finanziamento.
Ma tornando ai ragazzi della Misericordia, complimenti a loro che dopo le fatiche dell’Abruzzo e della festa della Solidarietà, ancora una volta hanno dimostrato generosità, competenza e seria dedizione.
Forse, come diceva qualcuno girando per gli stand, quest’anno c’è stata una lieve flessione del numero dei visitatori. Paradossalmente il successo di questa manifestazione ha prodotto numerosi emulatori e quindi nuova concorrenza. Nonostante ciò la Fiera resiste, forte di una macchina organizzativa ogni anno sempre più preparata ed efficiente, grazie all’architetto Gigi Gugino ed ai suoi collaboratori che hanno fatto un ottimo lavoro, ma anche perché questa manifestazione è ormai una cristalliera straordinaria capace di imporsi all’attenzione generale con i suoi prodotti di qualità genuina. L’assessore Vincenzo Gioia ci ha messo entusiasmo, energia e molto impegno, ha realizzato una campagna pubblicitaria mai vista prima, così come importante e pregevole è stato l’allestimento del secondo mercato dell’agricoltore ad opera dell’Assessorato Regionale all’Agricoltura. Gradevoli gli accompagnamenti musicali: un gruppo straordinario la prima sera, un cantante “esilarante” la seconda, tutti in pista con i giovani Dj valledolmesi la terza, per finire con il nostro Gianfranco Gugino.
Questo paese è fatto di gente sana, di grandi lavoratori che lentamente si stanno trasformando in buoni venditori. In un contesto economico siciliano e in particolare agricolo che sta attraversando una profonda crisi strutturale, appare chiaro a tutti che solo un forte e deciso intervento pubblico possa risollevare l’attuale drammatica situazione. In questo momento spesso desolante, le Giornate dell’Agricoltura restano un’ottima occasione. Il simbolo di un progetto ambizioso ancora lontano da venire, ma in ogni caso l’unica azione in grado di disegnare una strada di progresso e sviluppo. E’ una perla rara che non deve, in nessun modo, essere sprecata.
Una risposta a “E finì la Fera!”
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10 maggio 2009, ore 23:49
la fiere resta un appuntamento imperdibile durante il quale Valledolmo si risveglia. Spesso immagino come organizzare qualcosa di simile, anche solo in scala ridotta, per cultura, musica, sport ed altro. Spero che un giorno si riesca a trovare l’energia di smuovere questo paese anche in altri ambiti.
PS ma la modella del manifesto che fine ha fatto?