giu 12 2009

Fin che la barca va lasciala andare

Categorie: Eventi da Valledolmo, Valledolmo - Tag:guglielmo @ 9:42

 

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 Il sindaco Domenica Di Baudo ha revocato l’incarico all’assessore Enza Pisa. Esplode ufficialmente una vera e propria crisi amministrativa. Dopo appena due anni la maggioranza, che ha vinto le ultime elezioni comunali, è andata letteralmente in frantumi. Prima una serie di mugugni sottovoce, poi la tragica e prematura scomparsa del Presidente Sebastiano Battaglia. Tre mesi di silenzio, quindi un violento braccio di ferro per la scelta del nuovo capo dell’assise consiliare. Da una parte: il sindaco, tre suoi assessori e quattro consiglieri comunali convinti che l’unico nome degno di fiducia fosse quello del consigliere Lino Alessi. Dall’altra: il vice sindaco, l’assessore Pisa e altri quattro consiglieri che sostenevano il volto nuovo della politica valledolmese Luigi Favari o almeno un terzo nome che garantisse maggiore equilibrio in seno alla maggioranza, tesi, quest’ultima, fortemente sostenuta dall’unico consigliere non allineato Antonello Di Vita. Alla fine, come sappiamo, l’ha spuntata, già alla prima votazione, il consigliere Alessi grazie al sostegno determinante dell’intero gruppo di opposizione. Come era ampiamente prevedibile i quattro consiglieri pro Favari, sentendosi traditi e beffati,  hanno lasciato il gruppo di maggioranza. I due assessori sono rimasti in giunta in una condizione di grande imbarazzo.

Nelle ultime settimane, vista la totale paralisi della macchina amministrativa e la drammatica non approvazione del Bilancio, si era avviato un tentativo di rilancio con la costruzione di un nuovo dialogo tra le parti. Il gruppo dei “delusi” aveva chiesto pari dignità in seno alla giunta e maggiore coinvolgimento dei consiglieri comunali, quindi condivisione delle scelte a partire dalla ripartizione delle deleghe. Non l’azzeramento, che tanto va di moda, ma una seria riorganizzazione. La risposta, evidentemente, non è andata nella direzione auspicata. La revoca dell’assessore Enza Pisa apre nuovi scenari, non rasserena certo gli animi e contribuisce pesantemente ad allargare le maglie di una maggioranza sempre più in alto mare.