Nov 18 2007
La Consulta è partecipazione
La Consulta giovanile non va mai confusa con quella infantile, penso che chiunque di noi comprenda la differente accezione, se non altro dal punto di vista anagrafico. Il mio riferimento non è all’età bensì ai comportamenti. Riecheggiano ancora nella mia mente le tante polemiche e le sempre presenti lettere anonime, ma non voglio rispondere alle critiche con astio e tanto meno ignorarle. Ritengo, invece, che esse debbano essere utilizzate per chiarire un po’ di cose inerenti alla consulta.
Recita lo statuto: “La consulta è un organo consultivo del Consiglio Comunale…�. Non mi pare parli di potere, di poltrone, di organizzazione associativa esclusiva, men che meno di potere decisionale. Essa nasce per riempire un vuoto imbarazzante, la mancanza di un luogo di incontro tra giovani, tra idee e proposte differenti, che pur nella contraddizione abbiano pari dignità , che godano se non della condivisione almeno del rispetto.
Non vorrei arrivare a citarvi la Costituzione italiana a proposito di parità e democrazia, ma sia chiaro che nessuno può essere emarginato o ignorato per le proprie idee, per la propria origine o per le proprie scelte personali. La consulta ha come compito fondamentale affermare e rafforzare questi valori. L’accoglienza, il rispetto ed il dialogo stanno alla base di qualsiasi consesso democratico.
A chi vorrebbe creare un’ulteriore associazione valledolmese, dico che si sta sbagliando, la consulta non è alternativa agli altri, essa è omnicomprensiva, coordina le varie realtà sociali e le presenta agli organi amministrativi.
A chi, invece, si diverte a criticarla vorrei ricordare che questo è un vizio tipicamente siciliano, di cui a volte anch’io sono affetto, ma che non porta niente di positivo. Coloro che avendo raggiunto un’età matura considerano la consulta una stupida banalità , ricordino che qualche anno fa, a loro stessi, quest’insulsa opportunità non fu data, che la loro/nostra voce era considerata solo un fastidioso cinguettio da acquietare con qualche incarico di consulenza. L’attenzione particolare va, però verso chi si sente escluso da un improbabile potere deliberativo, sembrerà superfluo ricordare che nessuno ha facoltà di comando, in questo contesto conta la forza delle proprie idee e la capacità di trasmetterle agli altri, partecipare è già decidere, decidere di esserci, confrontarsi e farsi valere.
Venerdì sera si è tenuta una bella assemblea a cui hanno partecipato “solo� una quarantina di ragazzi, mi auguro ne seguiranno altre nelle quali crescerà la partecipazione e l’interesse.
Durante la serata sono uscite numerose proposte da sottoporre all’amministrazione comunale.
Sono tutte azioni che mirano a smuovere i giovani e la comunità tutta, in particolare: un laboratorio teatrale condotto da Giuseppe Sangiorgi, due viaggi uno sull’Etna e l’altro a Caltagirone in occasione del Natale, una tombolata natalizia, la raccolta e la distribuzione di dolci la notte di Natale, la proiezione di un cineforum, l’organizzazione di un interessante concorso di alberi di natale realizzati con materiale alternativo. Queste proposte non arrivano dal sottoscritto o dal direttivo ma dai giovani, esse comporteranno un notevole impegno e necessiteranno di grande aiuto, ma sono anche un modo di esprimersi e rendersi utili per il proprio paese e per la propria comunità . Queste parole non vogliono essere un rimprovero ma uno stimolo al confronto ed al rispetto. Soprattutto sono un timido invito a partecipare attivamente alla vita della nostra società .
Guglielmo Lombino
3 risposte a “La Consulta è partecipazione”
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19 Novembre 2007, ore 10:27
Grazie tante Guglielmo di aver affrontato il problema prima di me,
perchè io non sò cosa avrei scritto, perche non ho la stessa calma e
tranquillità che hai tu. comunque voglio ricordare che non è
importante quello come si scrive ma quello che si pensa, è sopratutto
avere il coraggio di dirlo senza mascherarsi. comunque nel bene o nel male
di noi si parla, e non passiamo indifferenti.
19 Novembre 2007, ore 11:23
Comprendo Guglielmo e condivido la sua opinione. Diversi anni fa, quando nacque l’idea della consulta, l’imperativo che aleggiava nelle nostre menti era:COINVOLGERE, COINVOLGERE, COINVOLGERE.
Oggi non bisogna dimenticare che si ha a che fare con giovanissimi non abituati ad esprimere le proprie idee/opinioni, quindi si deve cercare di essere molto accoglienti, altrimenti si rischia di non arrivare alla maggior parte di loro. Se si riuscirà a seminare bene ora, nel prossimo futuro riusciremo tutti a raccogliere i frutti di questo lavoro.
19 Novembre 2007, ore 17:39
Condivido pienamente tutto quello che dice the President tranne un aspetto: le critiche vanno tenute in considerazione e le polemiche vanno sedate ma i volantini anonomi, volutamente volgari, secondo me non meritano un briciolo di considerazione da parte di nessuno. In ogni caso mi sembra che la consulta cominci a essere tanto visibile da dare fastidio, è un grande risultato!