apr 03 2009
Martùariu – 8 Aprile 2009 – Piazza Medici ore 21.00
La Passione Vivente torna a Valledolmo dopo dodici anni. “Martùariu” è un’evocazione sacra per cantanti, attori e musicisti pensata e diretta da Giuseppe Sangiorgi.
Si presenta già come un grande evento, più di settanta persone coinvolte. Decine e decine di costumi, tutti realizzati per l’occasione dalla sarta Maria Randazzo e dalla giovane stilista valledolmese Elisa Civiletto. La partecipazione straordinaria dei “Lamentatori” di Montedoro.
Nel grande sforzo organizzativo, Giuseppe Sangiorgi ha saputo coinvolgere personalità eterogenee di tutte le generazioni attorno ad un progetto ambizioso ed estremamente particolare.
La rappresentazione avrà inizio alle 21,00 da Piazza Medici e attraverserà tutto il corso principale fino al Calvario, importanti momenti si svolgeranno nella scalinata della Chiesa Purità e davanti la Matrice.
Nota di regia
Martuariu è il risultato di una ricerca di ”Lamenti” e di “Passio”, non solo della tradizione Valledolmese e Siciliana, ma anche di quella Campana: tutto nasce, infatti, dall’esigenza di rievocare il rito del ” Sacrificio” attraverso sonorità e gesti ”desueti”, sperimentando il gusto e il senso popolare della parola, la commozione e lo strazio di un sud che, per la sua storia, ha dovuto imparare a raccontare.
Martuariu rievocherà anche la contrapposizione di due mondi: quello materno e viscerale, e quello politico maschile; Maria, Giovanni e ”li Fimmini” partono alla ricerca di Gesù, esplorando le strade del centro storico nella loro nudità, accompagnate e confortate da un coro di lamentatori (di Montedoro).
Avvisteranno finalmente la “Chiurma di li Giudei” con Gesù, vocianti e strombazzanti, diretti da Pilato; iniziano così una rincorsa affannosa, nel tentativo di anticiparli, di fermarli di salvarli: li incroceranno per pochi attimi, testa a testa, intonando un pianto straziante. Giunti ”a la casa di Pilatu”, i sommi sacerdoti, racconteranno il processo e la flagellazione.
A questo punto i due cortei, uniti, si avvieranno verso il Calvario per consumare il sacrificio finale, teriibile e necessario.
Saranno una settantina gli interpreti di questa passione, cantanti, attori, musicisti, quasi tutti non professionisti, ognuno con il proprio linguaggio e la propria sensibilità, per rievocare e rivivere una storia di dolore e di di martirio, la storia eterna dell’amore di Dio verso l’uomo, figlio suo e suo carnefice.
Giuseppe Sangiorgi









