Nov 28 2007

Mille splendidi soli

Categorie: Pensieri Personali - Tag:mariagrazia @ 1:12

Oggi non riesco a contenermi…E’ uno di quei giorni (per vostra sfortuna non rari, anzi) in cui vorrei comunicare tutto quello che mi passa per la testa a tutti voi…Si avvicina il Natale e io divento talmente triste!

 E allora voglio parlarvi di un altro libro, lo so che è l’ennesimo ma, non avete ancora visto niente! L’ autore di questo romanzo si chiama Khaled Hosseini ed è americano di origine afgana. Mille splendidi soli  è il suo secondo romanzo, il primo è il bellissimo Cacciatore di aquiloni, e analizza la storia di Mariam e Laila.

Due donne completamente diverse: Mariam, una harami, una bastarda, nata dalla relazione tra uno degli uomini più potenti di Herat e la sua serva è per questa ragione una reietta destinata a vivere ai margini della società, additata come figlia del peccato, sensibile, ingenua, condannata dalla sua condizione sociale; Laila nata a Kabul vent’anni dopo Mariam, figlia di un insegnante di scuole superiori, bella, intelligente, vivace, innamorata, sembra invece avere un destino diverso e migliore.
In maniera inaspettata le loro vite si intrecciano, si trovano a vivere sotto lo stesso tetto, mogli dello stesso perfido uomo a condividono un destino tragico.

 Nonostante l’avvicendarsi dei regimi politici, invasione russa, sistema talebano e forze Onu, la condizione della donna in Afghanistan non è mai cambiata. Spirito di sopportazione e sacrificio, violenza e dolore, umiliazione profonda e sottomissione: sono questi i sentimenti e le situazioni a cui una donna afgana è abituata. Ma c’è di più. Forse ciò che consente di sopravvivere e sperare è la forza, il desiderio di lottare per un futuro migliore, il coraggio, l’amicizia e la solidarietà che possono tenere unite, legate fino all’estremo due donne come le protagoniste di Mille splendidi soli. Determinazione ed energia vitale sullo sfondo di un Afghanistan colpito nel profondo e da troppo tempo.
Trama coinvolgente e personaggi delineati con delicatezza e sentimento, l’ argomento decisamente attuale e difficile da affrontare sono tutti elementi che contribuiscono al meritato successo di questo romanzo. L’intreccio delle famiglie mi ricorda un po’ il mio tanto amato Marquez.
Una narrazione forte e intensa che colpisce dritto al cuore. Vi sembrerà di essere a Kabul e di senire i mortai… Ma non angosciatevi perché, come dice
una antica poesia su Kabul citata da Hosseini, “non si possono contare le lune sui suoi tetti, né i mille splendidi soli che si nascondono dietro i suoi muri�.

Maria Grazia Ippolito