ott 25 2007
Morale della favola…
Domenica scorsa, in occasione della tavola rotonda organizzata dalla Metis, mi sono ritrovato seduto su una sedia di plastica ad ascoltare una giovane psicologa parlare dell’evoluzione storica del diritto dei minori(o qualcosa di simile). Prendendomi un momento di pausa mentale dall’interessantissima e coinvolgente discussione(che andava avanti da più di mezz’ora)(se avessi figli o fossi un sedicenne sarei stato più interessato!..o forse no!) mi sono ritrovato ad immaginare e fantasticare sui locali della palestra vecchia. Suggestionato dal rumore della pioggia il pavimento spoglio di qualsiasi rifinitura aveva un aspetto alquanto triste. L’enorme locale, con quelle imposte di legno marcio e il portone in ferro arrugginito mi dava una sensazione di tragica decadenza. Per uscire dalla quella spirale che a breve mi avrebbe portato ad un momento di profonda depressione(tra l’altro attinente con il tema del giorno) cercai di immaginare quella struttura sotto una veste nuova. Immaginai un impianto di riscaldamento sotto il pavimento in parquet, delle grandi librerie e delle scrivanie in legno di noce. Pensai a delle lampade in alluminio e a dei comodi divani di pelle nera(la mia immaginazione non bada a spese). Pensai a della musica di sottofondo. Immaginai dei quadri e tante belle foto in bianco e nero appese ai muri. Immaginai una fila di PC tutti collegati in rete. Dopo di che la mia immaginazione si occupò di riempire il tutto con tanta gente. Immaginai tanti giovani seduti attorno alle scrivanie o davanti a un computer. Immaginai degli studenti del liceo intenti a studiare tutti assieme. Riuscivo anche a vedere tante persone discutere le une con le altre del più e del meno. Quando tutto il mondo da me creato cominciava a infondermi un profondo senso di tranquillità arrivò un fortissimo tuono, come se qualcuno dall’alto ci tenesse a rimettermi i piedi per terra. Mi ritrovai ricatapultato nella dura realtà ma grazie a Dio arrivò un vassoi di dolci a salvarmi nuovamente dalla depressione. Morale della favola: ragazzi, o riusciamo a breve a fare qualcosa per il nostro paese o sono destinato ad ammalarmi di diabete.
Fabio Sangiorgi
4 risposte a “Morale della favola…”
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26 ottobre 2007, ore 19:27
Ok fabio mi hai convinto lanciamo sul sito un concorso di idee con il seguente tema: “Caro sindaco la vecchia palestra la vorrei così…”
guglielmo lombino
28 ottobre 2007, ore 0:46
Ok fabio, la vecchia Palestra una meravigliosa bibblioteca
8 dicembre 2007, ore 20:57
Caro Fabio, anch’io quella sera ero in palestra quando è arrivato
il tuono che ti ha riportato ad una realtà fatta di trascuratezza e
di abbandono o forse più semplicemente di indifferenza per tutto ciò
che non porta un ritorno immediato in termini di “consenso”.
La cultura è un investimento a lungo termine.
Devo confessarti che quella sera nenche i cannoli mi hanno potuto
distrarre dall’immaginare quel locale un luogo in cui le due navate
possano essere utilizzate una per la biblioteca e l’altra per una
sala polifunzionale (con palchetto, poltroncine e schermo per
video-proiezioni) da utilizzare per incontri, dibattiti, incontri,
seminari e quant’altro possa essere da spunto per alimentare sane
discussioni su quegli argomenti che attengono lo sviluppo sociale,
culturale ed economico del nostro paese.
Ritengo che la cresita di una comunità passi anche dagli spazi che
essa sa riservarsi in termini di analisi, confronto e autocritica:
a Valledolmo sono mancati nel tempo questi ambiti di discussione.
Trasformare quel luogo dalla “Vecchia Palestra” ad un “Centro
Culturale” (magari intitolato ad uno scrittore siciliano)è
un’operazione che richiede un’idea nitida su cosa fare,
una buona progettualità ed un cospicuo finanziamento per
realizzarla.
Il contributo di idee in questa prima fase è auspicabile e ben
accetto, soprattutto con i giovani della consulta i quali
rappresentano i principali potenziali fruitori della
costituenda struttura.
Angelo Conti
27 dicembre 2007, ore 16:11
[...] tempo fa l’assessore Conti in un commento ad un mio articolo ha espresso la sua condivisione al mio desiderio di un centro culturale nel nostro paese [...]