gen 10 2008
Primo bilancio 2008
Tutto è rientrato nella norma: in salotto non ci sono più né l’albero né il presepe, il pandoro è finito, o almeno lo spero,ho visto le date degli esami, quando saranno Carnevale e Pasqua, entro ancora nei miei adorati pantaloni neri e scrivo di nuovo di notte.
Le festività natalizie sono appena trascorse, il
Ho visto cose che non mi aspettavo, ne ho sentite e lette altre che, invece, erano prevedibili come il “curtigghio� dalla parrucchiera (o dai barbieri, è un’attività unisex).
Le cose prevedibili le lascio da parte, tanto trovano tutto lo spazio che vogliono, in tutte le forme espressive dei “circoli del nulla�, come li chiamo io.
Ho visto me stessa arrivare un’ora prima all’inizio di uno spettacolo (io, che come alcuni treni porto da 20 minuti di ritardo al soppresso).
Perché? Era il saggio finale del laboratorio teatrale dei ragazzi della Consulta e non me lo volevo perdere. Memore di un lavoro passato, nel quale erano coinvolti Giuseppe Sangiorgi e un indimenticabile Agostino Tummino, e con il mio importantissimo ruolo istituzionale da mantenere,  con quale coraggio non andare?
Mi sono seduta in seconda fila: la prima era già occupata.
Ho visto qualcuno guardare il soffitto e i pilastri della palestra vecchia con occhi sognanti.
Ha ragione il nostro vice-sindaco a definire questo posto un “gioiellino�, è davvero suggestivo, specie se illuminato dalle luci basse degli spettacoli, ma secondo me è molto più prezioso per un altro motivo: perchè questo inizio di anno abbiamo visto questo locale pieno.
Poco pieno di valledolmesi-ballerini per il brindisi di buon anno, quasi pieno per il bellissimo spettacolo di giorno 4 (e non c’erano in giro locandine, mi sembra), a quanto mi hanno detto (mi perdonerete un’assenza) pieno giorno 5 per il saggio e pienissimo il 6 per la replica.
Pieno. Di valledolmesi. Di ogni età . Con i bambini. Anche se non ci sono le finestre.
Tanti gruppi di persone che poi commentavano, parlavano. Persino chi fermo insieme non si era mai visto.
A criticare musica, teatro e folli alberelli su un tavolo.
Ho visto il giorno dell’Epifania anziani e bambini giocare a tombola. Assistiti da giovani. E poi hanno visto tutti insieme un altro spettacolo teatrale. E poi hanno cenato, sempre insieme.
E poi che dirvi? Non so se il clima festoso e sereno alla fine ha coinvolto anche me che di solito sono immune, ma in molti momenti, mi sono come commossa: ho visto una speranza.
Le piccole cose sono un po’ più pubbliche, gli avvenimenti piacevoli sono più numerosi e più frequentati e se ciò non risolve i mille problemi del nostro paese, lo rendono più simpatico soprattutto a chi, come molti giovani e padri di giovani famiglie, vorrebbe scappare e scordarsi la strada per tornare.
Maria Grazia



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