Nov 27 2007

Violenza sulle donne

Categorie: Notizie dal mondo - Tag:mariagrazia @ 12:53

E’ sabato pomeriggio (24 Novembre). Alle 14 e 45 minuti, dopo un acquazzone memorabile, il grande striscione “La violenza degli uomini contro le donne comincia in famiglia e non ha confini” muove i primi passi. E’ partita la marcia delle donne, nella giornata contro la violenza su di loro. Sono tante, un concentramento enorme, oltre ogni aspettativa. Le donne dei campi rom improvvisano danze etniche. “Siamo del campo di via Candoni e ieri abbiamo deciso di venire al corteo. Lo abbiamo comunicato agli uomini del campo e siamo qui” spiega Daniela sfoggiando un sorriso molto dorato. Futurica è più giovane, ha 16 anni: “Quanta violenza c’è nei campi rom contro le donne? Come in tutto il mondo…”. Si muove il camion rosso con la musica sparata a palla e lo striscione: “La violenza contro le donne non dipende dal passaporto, la fanno gli uomini”. Le femministe sono tornate, non c’è dubbio. Lo dicono le colonne sonore prescelte: con Loredana Bertè cantano “non sono una signora ma una con poche stelle nella vita”; con Fiorella Mannoia intonano “quello che le donne non dicono”. Gli abiti parlano degli anni settanta: gonne lunghe e giacconi, mini e calze colorate, zeppe, fasce colorate in testa; trecce o capelli cortissimi. “L’assassino non bussa, ha le chiavi di casa” è scritto su uno degli striscioni a metà del corteo. Una come Dacia Mariani, ad esempio parte da qui, dalla grande partecipazione, dalle donne che tornano in piazza: “Sono commossa, era dagli anni Settanta che non si vedeva una manifestazione così”.
La marcia è organizzata da associazioni che ogni giorno lottano contro una gamma molto estesa di problematiche, non è politica, non è un problema di razza o di nazionalità. Le donne soffrono tanto nella civile Italia quanto nel Paese più povero del mondo.
Esiste la violenza esercitata soprattutto nell’ambito considerato domestico, attraverso minacce, maltrattamenti fisici e psicologici, atteggiamenti persecutori, percosse, abusi sessuali, delitti d’onore, uxoricidi passionali o premeditati. I bambini, gli adolescenti, ma in primo luogo le bambine e le ragazze adolescenti sono esposte all’incesto. Le donne sono poi esposte nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro a molestie sessuali e a ricatti sessuali. In molti paesi le ragazze giovani sono vittime di matrimoni coatti e vengono indotte alla prostituzione forzata e/o sono vittime di tratta. Ci sono le violenze più eclatanti come le mutilazioni genitali femminili, l’uso dell’acido per sfigurare, lo stupro di guerra ed etnico, il femminicidio che in alcuni paesi, come in India e in Cina, assume l’aspetto dell’aborto selettivo (le donne vengono indotte a partorire solo figli maschi, perché più riconosciuti e accettati socialmente), altrove invece si uccidono donne in modo sistematico. Ci sono violenze poco visibili come quelle relative alla salute riproduttiva (aborto, sterilizzazione forzata, contraccezione negata).
Pensiamoci e rispettiamoci.
Maria Grazia Ippolito